Che cosa vuol dire “Co. Mu. Net”?
Cooperazione e mutualismo in rete.

Perché Co.Mu.Net?
Per costruire un nuovo modo di fare politica e una nuova forma di organizzazione, capaci di rispondere ai bisogni delle persone più vulnerabili (fondatori/trici compres*) a partire dalla condivisione di capacità, tempo e risorse di attivist* disposti a praticare in prima persona gli ideali di cooperazione, mutualismo e solidarietà che ispirano il progetto.

Di quali servizi stiamo parlando?
Di tutti quelli che puoi trovare nella mappa presente nella home page e nell’apposita sezione del nostro sito, che sono il risultato di un lavoro di mappatura dei bisogni del territorio e della messa in comune delle competenze professionali e delle disponibilità di tempo dei soci/e sostenitori/trici.

Come posso associarmi a Co.Mu.Net?
Versando la quota annuale di 10,00€, che darà diritto a diventare socio/a ordinario/a e a partecipare alle assemblee di Co.Mu.Net per contribuire alle decisioni della comunità politica.

Come potrò usufruire dei servizi di Co.Mu.Net?

Oltre a poter partecipare alle assemblee soci, votare e candidarsi alle cariche associative, tutti/e i/le soci/e ordinari/e hanno diritto ad accedere alle iniziative di animazione culturale, ai circoli e convenzioni ARCI. I/le sostenitori/trici che verseranno una quota aggiuntiva proporzionale al loro reddito e gli/le ordinari/e che verseranno un contributo aggiuntivo fisso di 20€ avranno anche accesso agli sportelli interni Co.Mu.Net e ai servizi erogati dai fornitori esterni.

Se volessi sostenere più attivamente il progetto?
In tal caso ti chiediamo di dedicare almeno 48 ore annuali del tuo tempo libero e di contribuire in maniera proporzionale al tuo reddito alla creazione del patrimonio di Co.Mu.Net. Se metterai a disposizione della comunità le tue capacità professionali e un contributo aggiuntivo proporzionale al tuo reddito, diventerai automaticamente socio/a sostenitore/trice di Co.Mu.Net.

Di quali capacità stiamo parlando?
Di qualsiasi capacità e competenza maturata grazie alla tua formazione e alla professione che svolgi attualmente o hai svolto in passato: valorizzare le capacità professionali dei/lle componenti della nostra comunità politica è un modo per tornare a fare politica a partire dal lavoro, anziché a prescindere da esso. Per questa ragione ti chiediamo lo sforzo di immaginare quali servizi potrebbero essere attivati grazie alle tue capacità e competenze professionali per almeno 48 ore annuali.

Posso attivare i servizi anche dal mio ufficio/luogo di lavoro o sono tenut* a recarmi nella sede di Comunet?
Certamente, ma se fosse possibile la cosa migliore sarebbe attivare servizi presso la sede di Comunet, in modo tale da connotare politicamente lo spazio e la nostra presenza sul territorio, anche nel fine settimana.

E se non avessi capacità e competenze utili a Comunet?
Pensaci bene, ma se dopo esserti sforzat* dovessi continuare a pensarla così, non ti preoccupare: qualora ritenessi che le tue capacità professionali non possano tornare utili a Comunet, potrai comunque mettere a disposizione almeno 48 ore annuali del tuo tempo a servizio dei bisogni della comunità.

Perché allora non possiamo limitarci a chiedere ai/lle sostenitori/trici di offrire semplicemente il nostro tempo e versare tutt* la stessa quota?
Potrà sembrare un paradosso, ma 48 ore in un anno NON sono le stesse per tutt*. Le ore di tempo prestate dai/lle soci/ie sostenitori/trici hanno un peso diverso, a seconda delle diverse condizioni materiali di chi le versa all’intera comunità: le 48 ore di impegno volontario di una lavoratrice straniera con figli a carico, che deve pagare un affitto e con un contratto di lavoro precario non hanno lo stesso peso delle 48 ore messe a disposizione di un maschio adulto bianco che può contare sullo status di cittadino, su una casa di proprietà, su un lavoro a tempo indeterminato e su risparmi in grado di infondere un minimo di sicurezza economica. Non si tratta di escludere o penalizzare qualcuno, ma di soppesare e valorizzare politicamente le diverse condizioni materiali di tutt* i/le soci/e sosenitori/trici, al fine di gettare le basi per l’autonomia economica di questo progetto politico. Sono queste le ragioni per cui chiediamo a ogni soci/ie-sostenitori/trici di contribuire egualmente (con una quantità minima di 48 ore annuali) e in maniera progressiva (in proporzione al proprio reddito da lavoro/immobiliare/patrimoniale) con le proprie risorse immateriali e materiali alla creazione di servizi e di un patrimonio sociale ed economico comune.

Come viene misurato il reddito dei soci sostenitori?
Lo strumento di misurazione del reddito sarà l’ISEE rilasciato gratuitamente da qualsiasi CAF o calcolato autocamenticamente dal simulatore INPS, eccezion fatta per:
1. i soci sostenitori che, a causa di contratti di lavoro precari, avranno buone ragioni di credere che non percepiranno nell’anno in corso lo stesso reddito dell’anno precedente: in questo caso si farà affidamento sulla loro autocertificazione del reddito da lavoro, immobiliare e patrimoniale annuo complessivo.
2. 730 rilasciato dal datore di lavoro o (per i liberi professionisti con partite iva) modello UNICO per i soci sostenitori che condividono la residenza con altri componenti del nucleo familiare non iscritti a Co.mu.net e il cui reddito non incide sul loro tenore di vita, più autodichiarazione relativa al proprio reddito patrimoniale e immobiliare.

E se non avessi tempo da dedicare al progetto ma volessi comunque sostenerlo?
Nessun problema: sono previste due tipi di contributo aggiuntivo per i/le soci/e sostenitori/trici, a seconda che prestino alla comunità almeno 48 ore annue del loro tempo o meno (in questo caso il contributo aggiuntivo richiesto aumenta per coprire le 48 ore annuali non versate da socio sostenitore).

Come variano le quote dei soci sostenitori?
A questa pagina trovi una tabella esaustiva, che indica le quote annuali dei/lle soci/e sostenitori/trici. Le quote variano a seconda del reddito ISEE dei/lle soci/e sostenitori/trici e delle loro 48 ore annue di impegno.

E se volessi limitarmi semplicemente a offrire il mio tempo senza versare una quota proporzionale al mio reddito nelle casse di Comunet?
Sei ovviamente liber* di farlo: in questo caso sarai un* soci* ordinari* particolarmente attivo, ma non potrai essere considerat* un socio/a sostenitore/trice.

E se volessi farmi pagare per il mio tempo professionale dedicato ai soci di Comunet, magari applicando degli sconti?
In tal caso sarai un/a fornitore/trice estern/a al progetto. Questa possibilità NON è necessariamente in contrasto con le diverse tipologie di soci*: è possibile, infatti, essere soci* ordinari* e, al tempo stesso, essere fornitore esterno del progetto qualora ci si faccia pagare per le proprie prestazioni professionali e si applichino tariffe agevolate. Si può anche essere soci* sostenitori/trici e fornitori esterni, purché si versino 48 ore annuali di tempo gratuito per le attività o i servizi di Comunet e si paghi una quota proporzionale al proprio reddito.

Che fine faranno i miei soldi?
Saranno i/le soci/e riunit* in assemblea (tu compres*) a deciderlo. Possiamo fin da ora prevedere che potranno servire a:
1. realizzare gli obiettivi della comunità;
2. coprire i costi della sede;
3. coprire le quote dei/lle soci/ie ordinar* che hanno un reddito inferiore alla soglia che stabiliremo insieme;
4. coprire una parte dei costi di alcuni servizi attivati da enti e cooperative esterne a Co.Mu.Net per agevolare l’accesso a tutt* i/le soci/ie;
5. sostenere il recupero di imprese da parte dei/lle lavoratori/trici, creare cooperative di auto-produzione e posti di lavoro, ecc.
Come previsto dal Regolamento interno, laddove le proposte in discussione richiedano l’impiego di risorse economiche per il conseguimento di determinati obiettivi, i/le soci/e presenti si impegnano a tenere conto e dare seguito al parere espresso dalla maggioranza dei/lle soci/e sostenitori/trici presenti che avranno versato una quota proporzionale al reddito nell’anno sociale in corso.

Ma non c’è il rischio di diventare assistenzialist*?
No: l’obiettivo di CoMu.Net non è di regalare pesci a chi ha bisogno di mangiare, né di limitarsi a insegnare a pescare, ma di coinvolgere attivamente e politicizzare l’eventuale impegno di chi avrà imparato a pescare grazie ai servizi e agli sportelli attivati. Non si tratta, dunque, di offrire una qualche forma di universalismo assistenzialista, né di difendere gli interessi professionali di una qualche categoria specifica di lavoratori/trici; si tratta, piuttosto, di trasformare politicamente le radici stesse di certe condizioni di dominio. Sebbene il mutualismo abbia già di per sé un significato politico, il progetto di Co.Mu.Net vede nel mutualismo uno strumento – non un fine – per trasformare le condizioni di dominio che generano determinati bisogni a partire dalle capacità e dalle risorse proprie dei/lle suoi/e soci/ie sostenitori/trici.

Come si può realizzare un progetto tanto ambizioso?
Le fasi di avvio del progetto sono state due. Una prima FASE COSTITUENTE è stata scandita dal lavoro svolto per mappare i bisogni interni alla comunità politica dei/lle soci/e fondatori/trici del progetto, individuare il quartiere (periferico) in cui collocare la sede, sondare i bisogni diffusi nel quartiere e i servizi già attivi, costruire la carta dei servizi a seconda dei bisogni mappati, lstrutturare il sito e scrivere lo statuto e il regolamento interno dell’associazione. Nella seconda FASE DI AVVIO vero e proprio del progetto verrà inaugurata la sede, presentato pubblicamente al quartiere e alla città il progetto e saranno attivati i servizi e gli sportelli.

Qual è la dimensione territoriale del progetto?
Inizialmente Comunet avrà una dimensione esclusivamente locale: Torino e il quartiere in cui sarà ubicata la sede saranno il primo banco di prova su cui testare la praticabilità del progetto. Una volta realizzato il progetto su scala locale, sarà possibile replicarlo fuori Torino e aiutare i gruppi interessati a riprodurlo e creare insieme a loro una rete nazionale.

Quindi ora cosa mi chiedete?
Se tutto ciò che hai letto è chiaro e ti ha convinto aiutaci a strutturare il progetto diventando socio/a (meglio se SOSTENITORE/RICE…!)