25 Marzo 2021 19:00/20:00


La quarta puntata del ciclo “Messages in a bottle” è intitolata “Antigoni di tutto il mondo, uniamoci“.

  • Con Valentina Moro e letture di Chiara Bosco, Cristina Renda e Luana Doni
  • Diretta su Facebook e su YouTube
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Antigoni di tutto il mondo, unitevi

Antigone è stata letta dalla critica prevalentemente come figura radicalmente sola e priva di alleanze. Questa interpretazione del suo personaggio va di pari passo con una rappresentazione sterile della sua fisicità, tanto metaforica quanto effettiva: se da un lato è incapace di procreare, poiché votata alla morte, dall’altro è incapace di generare alleanze.

Una tale lettura trova apparentemente riscontro nelle parole della stessa Antigone, che denuncia di essere rimasta sola nel suo atto politico di disobbedienza.

Eppure nuovi scenari di alleanza emergono nel testo, se si prendono attentamente in considerazione le parole che la figlia di Edipo scambia con la sorella Ismene e con il coro di anziani Tebani.

La tragedia Antigone inaugura una riflessione politica che va al di là della sola protagonista e si manifesta nella sorellanza e nell’agonismo delle relazioni che la protagonista costruisce.

Messages in a bottle

Naufraghi, scalatori, ribelli. Da Robinson Crusoe alla riscoperta novecentesca di personaggi tragici come Antigone e Spartaco, queste figure hanno raccontato rischi e potenzialità della condizione di reciproco isolamento in cui siamo stati improvvisamente catapultati dalla pandemia.

Certo, le differenze sono di gran lunga superiori alle analogie: le mura di una casa (per chi ha la fortuna di avere un tetto sopra la testa) hanno ben poco a che vedere con luoghi spesso inospitali come il mare aperto, l’alta montagna o un’intera piazza che vuole vedere scorrere il sangue di chi ha trovato il coraggio di dire di no.

Eppure, è a partire da situazioni estreme di isolamento come queste che la grande letteratura ha saputo raccontare limiti e sfide della condizione moderna e articolare diverse concezioni della libertà: siano esse ricercate o indesiderate, le isole in cui possiamo approdare nel corso della nostra vita individuale e collettiva possono diventare un’occasione per nuove elaborazioni condivise e riflessioni inaspettate.

Le figure scelte per questa prima edizione del ciclo “Messages in a bottle” ci consentiranno non soltanto di riflettere sulle promesse di liberazione individuale che scandiscono la storia del capitalismo fin dai suoi esordi, come nel caso di Robinson, ma anche e soprattutto su quelle forme di emancipazione comune capaci di nuovi legami di solidarietà, dentro e oltre la pandemia.

In attesa di rivivere incontri come questi in presenza, il miniciclo ci darà nuovamente l’occasione per catapultarci in una dimensione altra da quella solipsistica a cui rischiamo di abituarci.

Perché? Perché siamo convinti che, per emancipare, il mutualismo politico non possa fare a meno di un lavoro culturale continuo, soprattutto in una fase come questa, in cui diventa urgente pensare e sperimentare nuovi modi di fare cultura insieme, anche se a distanza.

Photo Credits

Immagine di copertina di Alessandro Serra